Inquinamento da CO2 a Napoli

Inquinamento da CO2 a Napoli

Quando cammini per le strade di Napoli, grazie alle sue bellissime giornate di sole,i suoi cieli azzurri, il suo mare e la grande quantità di gente che cammina per le strade del centro della città , non si può immaginare che Napoli sia la quarta città in italia per inquinamento da polveri sottili.

Secondo un rapporto stilato nei primi mesi del 2019 da MobilArea2019, Napoli è preceduta solo da Torino,Milano e Venezia.

Seguendo la direttiva europea dell’aprile 2008 il superamento di PM10 (una delle numerose frazioni su cui è diviso il particolato) nell’area, non può superare il limite di trentacinque giorni, e il rapporto precedente ci informa che la città di Napoli supererebbe questo limite di ben 15 giorni all’anno.

Possiamo sempre vederla con ottimismo, dato che secondo un articolo del “Corriere Della Sera” di due anni fa Napoli era la terza città più inquinata ,non in Italia, ma in europa .

Nonostante tutto, il comune di Napoli si è impegnato a ridurre le emissioni di CO2, come ?

Dal 2009 ,il comune di Napoli fa parte del progetto PEAS (Piano d’Azione per Energia Sostenibile, un progetto europeo che vuole far si che i 10134 comuni , che hanno firmato il patto, riducano le proprie emissioni di CO2 del 25% entro la fine del 2020.

Nel 2017 con i dati raccolti grazie alle compagnie,uffici e enti (Trenitalia,EAV,CTP,ANM…) in comparazione al 2009, è stata registrata una riduzione del 12,15% di CO2 nella città metropolitana di Napoli uguale a 354,091.20 T/annui.

Nel Marzo del 2019 il comune di Napoli ha approvato “Ossigeno Bene Comune” contenente soluzioni per pulire l’aria della città.

Questa proposta contiene atti strategici per proteggere l’ambiente: azioni per combattere l’inquinamento ambientale, un piano generale per ricaricare veicoli elettrici,la creazione di più torrette per persuadere i cittadini all’acquisto di veicoli ibridi,estensione di zone ZTL e zone pedonali, coinvolgere i cittadini nel processo di mantenimento del verde urbano,compresa la sua protezione,efficenti misure su palazzi che appartengono al Comune di Napoli, retaurazione di tutti i parchi e 10,000 nuovi alberi piantati in città per il 2020.

Azioni in aggiunta alle misure all’interno del porto contro le emissioni inquinanti e quelle per la delocalizzazione dei depositi petroliferi di Napoli est.

“Napoli” hannodichiarato i consiglieri Calabrese (Trasporti e infrastrutture) Clemente (Giovani e Patrimonio) Borriello (Verde urbano e Sport) Del Giudice (Ambiente) e Piscopo (urbanistica e bene comune ) ” con questa proposta , vuole rispondere in maniera effettiva ai cambiamenti climatici che oggi, più che io ogni altra epoca storica , assume caratteristiche preoccupanti per la vita del pianeta.”

Possiamo allora dire che la città di Napoli stia riuscendo nell’intento di ridurre le emissioni di CO2 nel 2020?

No non possiamo. Ma possiamo dire che l’attuale e il precedente consiglio municipale stanno facendo di tutto nelle loro possibilità per riuscirci . Napoli non è una città facile da gestire , con molti problemi di base e pochi soldi nelle casse del comune per poterli investire in innovazioni per l’ambiente.

Prima di migliorare Napoli ,di per se , bisogna acculturare i cittadini, visto che per la grande maggioranza ,la conoscenza sulle questioni ambientali e di inquinamento sono ferme a trenta anni fa .

hanno bisogno di corsi di formazione e educazione ambientale, per informarli facendo partire dai cittadini la “rivoluzione” di cui ha bisogno la città, e solo così il destino di una città sempre solare e sorridente potrà risorgere per un’alba migliore un sorriso migliore.

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